Si parla moltissimo dell’importanza delle soft skill, di come valorizzarle, di come inserirle nel proprio cv o come esporle durante un colloquio di lavoro.

A volte si tratta di abilità ordinarie, un po’ dette e ridette e un po’ effetto copia-incolla, a volte invece sono abilità particolari che non tutti hanno il coraggio di scrivere o di riferire e che magari non vengono ritenute tali da essere espresse.

Una di queste è l’essere ribelli. Ma questa caratteristica può essere davvero identificata come abilità?

Come per ogni cosa bisogna valutarne gli aspetti e solo alla fine trarne un’effettiva conclusione.

L’abilità è la capacità di applicare una conoscenza o un know-how per portare a termine un compito o risolvere un problema. Una caratteristica dell’abilità è quella di essere cognitiva cioè che utilizza il pensiero logico, intuitivo e creativo.

Quindi essere ribelli può definirsi un’abilità? Una soft skill?

Dipende dai punti di vista.

Ancora oggi il termine ribelle ha una connotazione negativa. Il ribelle è rivoluzionario, sovversivo, ostile, resiste e rifiuta l’autorità, non riconosce ruoli e gerarchie e non è in grado di uniformarsi alla massa.

Cambiando prospettiva, però, diventa più semplice dare a queste definizioni negative un senso positivo.

Come fa, per esempio, un ribelle d’eccezione, uno dei più famosi del cinema, il professor John Keating (Robin Williams) che nel film L’Attimo Fuggente interpreta un docente con un approccio didattico originale e che si rivolge ai suoi studenti in questo modo:

  • Perché sono salito quassù? Chi indovina?
  • Per sentirsi alto.
  • No […]. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva.

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Essere rivoluzionari o sovversivi o differenziarsi sono qualità utili nella vita quotidiana e nel mondo lavorativo.

Il ribelle provoca sconvolgimenti e sovverte un ordine naturale delle cose. Può favorire i risultati aziendali e renderli più performanti intraprendendo percorsi alternativi o proponendo soluzioni differenti.

Sicuramente avere un elemento “ribelle” in un gruppo di lavoro può innescare timori e preoccupazioni, portare scompiglio all’interno di un ordine prestabilito. Potrebbe rendere faticosa la comunicazione o rompere l’armonia del temuto team work. Ma, se l’energia di un ribelle viene canalizzata e indirizzata saggiamente, i risultati possono essere sorprendenti.

L’entusiasmo, il metodo innovativo, il riuscire a vedere e percepire cose che altri non notano, avere intuizioni che altri non hanno rappresentano vere e proprie caratteristiche da valorizzare e non da condannare senza averle prima comprese a pieno. È necessario, però, adottare stratagemmi per valorizzare e rendere tali caratteristiche punti di forza e non di debolezza

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Come fare allora? Sicuramente il ribelle, per poter essere costruttivo nelle proprie azioni ha bisogno del sostegno e dell’approvazione del team di lavoro.

Quindi, riuscire a incontrare dall’altra parte un atteggiamento empatico, favorevole e aperto alle novità possono aiutarlo nell’applicare al meglio le proprie abilità.

D’altra parte, un datore di lavoro o un’azienda o gli stessi colleghi, possono ottenere benefici nel riuscire a gestire una personalità ribelle, sfruttarne la curiosità, la visione differente, la capacità di elaborare strategie nuove per superare problemi o difficoltà.

Quindi si, l’essere ribelle può essere definita come soft skill e si, può avere un’accezione positiva.

Essere in grado di capovolgere una visione conformista, decidere di perseguire una strada anche controcorrente, raggiungere un obiettivo in un modo non convenzionale è sicuramente un talento da coltivare e da mettere in luce e costituisce un valore aggiunto al contesto lavorativo.

E poi lo cantavano anche i The Clash ribelli talentuosi e impegnati che con I Fought the Law (guarda il video, clicca qui) hanno creato un vero e proprio inno alla ribellione.

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