L’EDUCAZIONE AL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE

/, tecnologia/L’EDUCAZIONE AL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE

Cosa significa educazione?

Iniziamo dal chiarire il significato della parola: “Educazione è il processo attraverso il quale vengono trasmessi ai bambini, o comunque a persone in via di crescita o suscettibili di modifiche nei comportamenti intellettuali e pratici, gli abiti culturali di un gruppo più o meno ampio della società. L’opera educativa è svolta da tutti gli stimoli significativi che raggiungono l’individuo, ma, in modo deliberato e organizzato, da istituti sociali naturali (famiglia, clan, tribù, nazione ecc.), e da istituti appositamente creati (scuole, collegi, centri educativi ecc.)”.

http://www.treccani.it/enciclopedia/educazione/

Chiarito il senso effettivo della parola, passiamo ad applicarla al contesto di società in cui ci troviamo.

L’educazione o, l’essere educati, ha perso negli ultimi tempi valore e credibilità. Ha perso queste sue caratteristiche pian piano a partire proprio da tutto ciò che intorno a noi dovrebbe, invece, stimolarci e ricordarci costantemente di “comportarci bene”.

Siamo arrivati in un momento storico in cui parlare, scrivere e agire senza filtri è diventato indice di sincerità. Indipendentemente dal modo in cui ci si comporta e ci si relaziona con gli altri. Si confonde spesso la maleducazione con la schiettezza e, quindi, con l’onestà. Ma non è così. Si può essere sinceri mantenendo un contegno e una capacità di comunicazione adatta e adattata al contesto in cui ci si trova. Pubblico o privato che sia.

Ma ormai, anche pubblico e privato si confondono. La nostra colloquialità privata viene riproposta anche in pubblico senza la minima capacità di comprendere l’ambiente e le persone intorno a noi. Senza avere cognizione delle parole utilizzate, senza avere la capacità di modulare il tono della voce, l’espressività del volto e la gestualità.  Il linguaggio sprezzante, volgare e urlato è diventato il linguaggio genuino, autentico e reale quindi degno di essere ascoltato, seguito e condiviso. In realtà si sta iniziando a perdere il senso della differenza tra essere educato e maleducato.

pensare prima di agire

Peggio possiamo fare solo con la scrittura. I social media hanno assottigliato ancora di più il confine tra pubblico e privato. Il linguaggio utilizzato va oltre ogni capacità di distinguere il corretto dallo scorretto. In tutti i sensi. Si scrive come si parla. Di getto, senza filtri, senza respiro. Senza l’applicazione della corretta grammatica e punteggiatura. E peggio, senza rileggere. Tanto la cosa importante è la schiettezza e l’aver espresso la propria opinione. Giusta o sbagliata che sia. Urlata o sussurrata che sia. L’importante è che sia stata detta o scritta. No?

No. Ci sono modi e modi, toni e toni. Sia nel parlato che nello scritto. Ci sono le regole del buon senso, dell’étiquette e della netiquette. Che andrebbero seguite e applicate in ogni contesto.

È troppo facile e comodo seguire quello che fanno gli altri, soprattutto sui social media, soprattutto nell’era del digitale. Esprimersi con volgarità e inciviltà, pensando che quello sia il modo giusto perché lo fanno anche gli altri, perché si ritiene importante esprimere la propria opinione, quando a volte neanche c’è un’opinione. Non a caso, proprio nel mondo web e social, le pagine o i profili di maggior successo, quelli con migliaia di follower, commenti e condivisioni, sono proprio quelli in cui ci si rincorre e ci si insulta in un botta e risposta sotto post, foto e video, perdendo di vista il fulcro e il senso della discussione.

Invece, chi cerca di mantenere un profilo di comunicazione più alto, corretto ed educato, a volte viene considerato “buonista”, “politicamente corretto” a tratti anche “noioso”. Non raccoglie consensi, non viene apprezzato. Questo significa pochi follower e poche condivisioni. Che per il mondo web equivale al “non esistere”, a non avere rilevanza, a non avere visibilità.

Ormai passa il messaggio che online vince chi denigra, chi è rozzo, chi disdegna le regole, chi è sprezzante della grammatica e della punteggiatura. E, di conseguenza, passa il messaggio che vince chi si nasconde dietro uno schermo e una tastiera, vince chi si rifugia in una chat o in forum, vince chi non si confronta di persona.

Cosa affascina quindi della maleducazione?

Affascina il potere immediato che dà, affascina l’effetto istantaneo ma apparente del “non avere conseguenze”, affascina il disimpegno, affascina il senso estremo di libertà di dire e scrivere come se si fosse in preda al “flusso di coscienza” (con buona pace di Virginia Woolf e James Joyce…).

Quindi: a che pro cercare di mantenere un contegno, impegnarsi a dire e scrivere correttamente qualcosa di significativo e con cognizione di causa, essere rispettosi degli altri e dell’ambiente in cui ci si trova, comportarsi bene ed essere educati?

Perché in un mondo pieno di sfaccettature, diversità e a volte contraddizioni è assolutamente necessario essere educati. L’educazione fa vedere gli altri e l’ambiente intorno a noi in chiave diversa, fa cogliere sfumature e differenze, fa riconoscere il giusto dallo sbagliato, dà il tempo di pensare prima di parlare o scrivere, rende pronti al vivere in una società complessa, a rafforzare il senso di adattamento, prepara al cambiamento, permette di entrare in contatto con gli altri rispettando i limiti e le libertà di ognuno.

Quindi si, a lungo termine vince chi è educato, chi si comporta bene, chi ha rispetto di sé e degli altri, chi è curioso e si informa, chi è in grado di elaborare un proprio pensiero e di metterlo in condivisione con gli altri, pronto a una conversazione e a una discussione, parlata o scritta che sia, che inneschi un circolo virtuoso.

Dopotutto, come diceva uno dei fondatori più anticonformisti del movimento Punk, Joey Ramone:

 

“La maleducazione è proprio una cosa che non riesco a soffrire”.

educazione digitale

Unisciti a oltre 2.500 allievi che hanno frequentato i nostri corsi.

Diventa parte della Community di Oltre S.r.l., per rimanere sempre aggiornato sulle nostre novità.

2018-10-18T09:05:36+00:00

Contatti

Via Breviglieri 3, 65128 Pescara

Phone: 0854314112

Articoli recenti