Il Personal branding parte da te: i 3 passaggi fondamentali da conoscere.

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Il personal branding è un percorso costituito da tappe fondamentali. Per trasmettere un’immagine coerente e autorevole, che le persone ricordino anche in nostra assenza (come dice Jeff Bezos) e perché no, avere più possibilità di ottenere il lavoro che si desidera, è necessario avere chiaro il processo logico e tecnico da intraprendere.

Cosa vuoi che le persone dicano di te dopo che esci dalla stanza?

Come un vero percorso, iniziamo proprio dalla partenza:

il brand sei tu

1. LA PIANIFICAZIONE: lavora su te stesso.

Il miglior modo per descrivere il punto di partenza di questo percorso (il concetto cardine direi) è quello di citare una nota massima filosofica “Conosci te stesso”.

Già, perché se è vero che dobbiamo saper comunicare è altrettanto vero sapere cosa dobbiamo comunicare, e in questo caso, chi! È davvero così, spesso si da per scontata proprio la cosa più importante, perché in realtà non la si conosce bene e cioè noi stessi.

  • Come ti inquadri professionalmente.
  • Cosa vuoi fare davvero.
  • Cosa sai fare e come lo sai fare.
  • Cosa sei disposto a fare per raggiungere il tuo obiettivo.

Questi sono i quesiti principali a cui bisogna rispondere per iniziare un percorso davvero efficace di personal branding.

Se hai ben chiari i tuoi obiettivi professionali, proprio come si fa in ambito aziendale realizza una tua personale analisi SWOT, siediti a tavolino, prenditi del tempo e interroga te stesso. Metti nero su bianco quali sono i tuoi punti di forza, le tue competenze e le tue aree di miglioramento così da avere un quadro più dettagliato delle tue potenzialità: hai già acceso il motore! (uno strumento che potrebbe aiutarti in questo è il personal branding canvas di Luigi Centenaro, che trovi qui).

Può capitare invece di non aver ben chiari quali sono gli obiettivi da raggiungere, per esempio: essere nella condizione di voler cambiare completamente settore professionale o avere dubbi su quale percorso lavorativo intraprendere, perdendo così il focus su se stessi. In questo caso ti potrebbe risultare utile usare uno strumento di orientamento (come il nostro Orienta Express) che, attraverso un processo di autodiagnosi, ti aiuta a comprendere meglio o a scoprire le tue reali attitudini, personali e professionali.

Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, passiamo alla parte centrale del nostro percorso.

il target del tuo personal branding

2. LA STRATEGIA: perché gli altri dovrebbero sceglierti.

Bene, ora che sappiamo cosa comunicare capiamo come comunicarla.

L’ambiente lavorativo è sempre più competitivo e la concorrenza sempre più numerosa e agguerrita. In questo contesto è fondamentale capire come differenziarsi, “come emergere dalla massa”.

“Senza personal branding sono solo un bravo professionista: uno dei tanti.”

In tal senso è fondamentale individuare, coltivare e saper trasmettere la nostra unic selling proposition, ossia come si fa nel commercio: fare leva su un’unica ragione logica per la quale converrebbe acquistare un determinato prodotto. In questo caso il prodotto da vendere sei tu, fai in modo che il tuo datore di lavoro scelga te piuttosto che qualcun altro!

Come puoi fare? Ecco qualche consiglio:

  • Individua il tuo target.
  • Comunica eticamente le tue competenze.
  • Condividi contenuti di valore.
  • Non dimenticare mai di studiare.

Individua e consoci bene le caratteristiche del destinatario del tuo messaggio (target): capisci cosa si aspetta, in che modo puoi raggiungerlo e di conseguenza tara la tua comunicazione.

Facciamo un esempio: se sei un professionista nell’ambito dell’enogastronomia fai trasparire le tue conoscenze e competenze in merito, non solo riempiendo il CV di skills scontate, poco personali o addirittura fittizie, oppure dicendo a tutti quanto sei bravo a cucinare.

Dimostralo, con i fatti!

Non è necessario essere solo ed esclusivamente autoreferenziale, (produrre contenuti costantemente diventerebbe un lavoro) ma piuttosto condividi foto, video, notizie di settore a credito di ciò che dici. Al tuo pubblico, presumibilmente appassionato del settore, farà piacere ricevere informazioni utili, originali e soprattutto coerenti con la tua professione.

Dimostrerai così di essere sempre aggiornato sul tuo settore (un vero guru dell’argomento!), diventerai un’ottima esca acquisendo autorevolezza e saranno gli altri a venire da te!

Ovviamente tutto ciò richiede un bell’impegno: essere sempre in costante aggiornamento, conoscere approfonditamente il proprio settore e quali possono essere i canali e gli strumenti che possano supportarti al meglio nel tuo percorso di personal branding. (Sul sito di Riccardo Scandellari puoi trovare molti consigli utili che riguardano proprio questo argomento).

E qui entra in gioco il terzo ed ultimo punto dell’articolo.

distinguersi

3. GLI STRUMENTI DEL PERSONAL BRANDING: la potenza del digitale.

Dalla strategia veniamo alla tattica: quali sono gli strumenti e le tecniche che puoi usare per finalizzare tutto ciò che ci siamo detti finora?

  • Prenditi cura della tua web reputation.
  • Scegli quali profili social avere e usali correttamente.
  • Realizza un curriculum vitae completo e originale.
  • Sfrutta tutte le potenzialità di LinkedIn.

Avere un Curriculum vitae completo, compilato correttamente che riporti con esattezza le informazioni rilevanti e mirate al tuo obiettivo è fondamentale, ma in realtà non è poi così semplice. Un’azienda riceve centinaia di curriculum che spesso e volentieri passano inosservati.

Hai bisogno di distinguerti!

Hai mai pensato di personalizzare il tuo Cv per ogni candidatura, magari scegliendo un formato grafico più accattivante? (in questo ti può aiutare Canva).

Ma il modo più immediato per comunicare rimane comunque il web.

Il web è un universo parallelo dove possiamo trovare tutto ma proprio tutto!  Perciò non sottovalutiamo il fatto che possiamo essere cercati anche noi. Pertanto è fondamentale, in ottica lavorativa, avere un’immagine coerente e professionale, senza troppi eccessi, a partire dai social media. Questi sono il nostro biglietto da visita e spesso le aziende prima di proporti un colloquio, semplicemente digitando il tuo nome e cognome su Google possono rendersi conto se tu puoi fare al caso loro o no. Oppure diversamente è fondamentale essere trovati da chi cerca un profilo come il tuo. Ad esempio per un libero professionista potrebbe risultare più utile curare il proprio profilo Google My Business piuttosto che un sito vetrina, se questo non viene aggiornato costantemente tenendo conto della SEO.

Inoltre non è detto che sia sempre necessario essere presenti su tutti, ma proprio tutti, i social media esistenti. Piuttosto bisogna fare una scelta oculata scegliendo solo quelli davvero utili per noi. A tal proposito sai che LinkedIn è il social media più indicato per il personal branding? Sbaglia chi lo considera “un curriculum on-line” oppure “il social per le offerte di lavoro”. Conoscerne tutte le potenzialità e il corretto utilizzo rappresenta un grande vantaggio competitivo rispetto all’accanita concorrenza.

Se ti interessa quest’ultimo argomento, continua a seguirci, ne parleremo nei prossimi articoli.

Lara Pozzi.

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2018-07-03T16:28:52+00:00

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