CAREGIVER: TRA TECNOLOGIA ED EMPATIA

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Quando le applicazioni digitali incontrano “l’ultimo lavoro umano”.

Secondo la rivista Forbes, tra le dieci professioni più ricercate nei prossimi dieci anni c’è sicuramente quella del Caregiver, che tradotto letteralmente è colui che svolge un lavoro di cura. Parliamo dei cosiddetti assistenti che sostengono fisicamente e/o mentalmente un’altra persona. Di solito di famiglia, ma non sempre. Allargando l’ambito di riferimento, i caregiver sono anche infermieri, educatori, assistenti sociali. Cioè coloro che svolgono un lavoro di assistenza retribuita. È un mestiere ancora legato ad una concezione tradizionale, di solito sottovalutato e, nella maggior parte dei casi, svolto in modo inadeguato. L’inadeguatezza in questo senso è molto spesso di tipo economico ma anche di semplice approccio.

Negli ultimi anni un aiuto sostanziale è derivato da leggi e riforme che garantiscono un minimo di sostegno in termini finanziari. Ma poi, chi aiuta “coloro che aiutano” a migliorare il contatto, la comunicazione e l’avvicinamento?

Fortunatamente inizia a cambiare il rapporto di questi lavori, concepiti in modo classico, con il mondo moderno che è in preda ad una rivoluzione digitale. Nascono in continuazione nuove app che permettono un rapido accesso a informazioni e consigli. Oggi, una connessione e uno smartphone permettono di contattare uno specialista virtuale pronto a elargire consulenze e soluzioni a problematiche anche di tipo specialistico.

prendersi cura degli altri con la tecnologia

I progressi della tecnologia, soprattutto in termini di velocità e immediatezza, rendono facile e semplice la possibilità di ottenere un aiuto a volte tempestivo. E infatti, proprio negli ultimi tempi, sono nate app per smartphone studiate e realizzate appositamente per andare incontro proprio ai caregiver che spesso necessitano di consigli e suggerimenti sul come affrontare problematiche legate alle proprie attività lavorative.

Così troviamo applicazioni di assistenza che consentono di mantenere e aggiornare informazioni importanti, impostare promemoria e calendari, tenere un registro delle attività, coordinarsi tra più caregiver, annotare le istruzioni fornite dai medici o altri operatori di assistenza, alcune consentono anche di tenere aggiornati in tempo reale familiari ed amici. Sono spesso applicazioni di tipo assistenziale, ma possiamo trovare anche quelle per rintracciare nelle vicinanze medici, paramedici, infermieri, pediatri, baby sitter e anche badanti!

Insomma abbiamo ormai un app per ogni cosa.

Ma la professione del caregiver, definita anche “l’ultimo lavoro umano”, non necessita solo di tecnologia e digitalizzazione. Necessita di contatto umano, di intelligenza emotiva, di empatia. E niente di tutto ciò può essere replicato dalla scienza. La capacità di cura e la compassione (dal latino cum patior = soffro con) sono al di fuori di quello che una macchina riesce a dare e fare. Una macchina è in grado di svolgere lavori ripetitivi, abituali e prevedibili, ma nei lavori di assistenza, educazione e formazione è richiesto un “tocco umano”, un valore aggiunto, un’empatia essenziale a generare benessere, conforto e coinvolgimento.

Quindi si, il caregiver è un lavoro del presente e del futuro e si, necessita e utilizza applicazioni e strumenti informatici. Ma più di ogni altra cosa è una professione che, per essere svolta al meglio, deve avere insita una forte umanità, un spirito solidale e una naturale empatia che nessun mezzo tecnologico può sostituire.

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2018-02-15T15:44:24+00:00

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